Student* contro il “Grand Prix du Canada”: C’é anche chi ricorda Carla Verbano

Di Davide Pulizzotto | Université du Québec à Montréal

Qui a Montréal l’estate è alla porte e con essa i grandi avvenimenti sportivi. Qui non saranno però gli Europei di Calcio a riempire le colonne del giornale, bensì il Gran premio di Formula Uno. Questo fine settimana, infatti, le monoposto sfrecceranno sul circuito Gilles Villeneuve di Montréal per la 42° edizione del Grand Prix du Canada; in assoluto l’evento più importante in termini economici dell’estate montréalese. Nonostante gli avvisi e le intimidazioni per mezzo stampa del Governo del Québec, gli student* e i militant* della Clac (convergenze des luttes anticapitalistes) hanno svolto con determinazione e tenacia le già annunciate manifestazioni di perturbazione contro il Gran Premio. Con la stessa passione alcun* militant* italian* hanno voluto ricordare mamma Verbano con questo cartello: “A Montréal con Carla e Valerio nel cuore: per una connessione internazionale delle lotte”. Il ricordo di una compagna, per molti e molte una vera e propria amica, non è venuto a mancare neanche qui in questo Québec antifascista in rivolta.

Già alcuni giorni fa, la direzione del circuito aveva annullato la serata di introduzione al gran premio, a causa delle minacce di perturbazione. Il cocktail di introduzione, però, si è svolto lo stesso, anche se a porte chiuse. Gli invitati e le invitate allora hanno potuto godere di una zona rossa severamente controllata dalla polizia, che gli ha assicurato il lauto martini dry da 25.000 dollari. Il patron Ecclestone però si difende con l’arma mediatica della beneficenza: i profitti della serata andranno agli ospedali della città. Poi ha continuato dicendo : “noi siamo qui per il bene economico di Montréal, siamo qui per una buona causa. Non capisco molto le ragioni degli studenti. Da quello che mi hanno detto, anche se l’aumento della retta universitaria passasse, i quebecchesi pagherebbero comunque molto meno che i londinesi!”

Dopo questa dichiarazione arrivano anche le lezioni di filosofia politica dal’ex pilota Jacques Villeneuve, che durante una intervista alla LaPresse ha rispolverato tutti gli argomenti steriotipati del borghese depoliticizzato : “non capisco queste continue manifestazioni, durano ormai da troppo tempo. Gi student* dovrebbero fermarsi, perchè queste proteste stanno costando una fortuna alla città e a tutti quanti (facendo rifermento alla diminuzione degli acquisti dei biglietti per il Gran Prix e alla prevista minore affluenza turistica). Dicono di prendere i soldi dal governo, ma da dove vengono questi soldi? E allora dicono di tassare di più i ricchi, ma non capiscono che poi i ricchi vanno a vivere in un altro paese. Noi invece viviamo in una democrazia: abbiamo votato un partito che è andato al governo. Se non ci piace il loro operato, quando saremo chiamati alle urne, voteremo per qualcun’altro. Questi student* reclamano la libertà ma invece la impediscono a molti altri (riferendosi agli student* che dello sciopero importa poco e vorebbero continuare la propria sessione universitaria). Dovete ritornare a scuola!”. Tutto ciò stizzando l’occhio alla modella a seno semi scoperto che ha accompagnato il “saggio” pilota durante le sue interviste, e forse anche dopo. Riluttante!

È in questo contesto che le manifestazioni sono cominciate, intorno alle 17.00, e sono state dichiarate illegali, intorno alle 17.01, a causa degli effetti della legge manganello (legge speciale 78). Oltre alla manifestazione serale, tenutasi per la 43esima volta consecutiva, si sono svolte sia iniziative mediatiche, come la “manifestazione nudista”, sia eventi più radicali, come quelli della Clac, sia azioni dirette di vario tipo. Così dopo un paio d’ore di guerriglia urbana, non eccessivamente violenta, tra militant* e polizia, la giornata si conclude con una serie di arresti di massa, di cui 38 stati di fermi confermati per violazione di regolamenti municipali e in virtù del Codice Criminale. Ricordiamo per dovere di cronaca che sono 2984 gli arrestati dall’inizio della moblizzazione. Tuttavia possiamo registrare alcuni risultati importanti, che vanno al di là della semplice, se pur importante, risonanza mediatica.

Infatti, nonostante tutte le prime pagine dei giornali di Montréal sarano dedicate alla Formula Uno e agli “incomprensibili ostili studenti”, la vera nota positiva è rappresentata dalla grande voglia di lottare che si percepisce nelle strade e nelle assemblee, dalla grande voglia di ricordare il passato e di valorizzare le esperienze positive, dalla grande voglia di abbattere questo sistema capitalistico e, con esso, qualsivoglia forma di fascismo.

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